Progetto Erasmus+ “Falsamente-Vero” e Timeline Film Festival

L’impegno della Fnism-Catania  per una scuola di parità

 di  Pina Arena 


  Un progetto Erasmus+  è un’opportunità di “scuola che educa e si espande virtuosamente verso la costruzione di una società più giusta, equa, democratica, europea”.

Fnism-Catania,   confermando una collaborazione decennale con l’IIS”Vaccarini,  ha partecipato, al  progetto Erasmus+ , “Falsamente vero”, dedicato alle fake news, avviato un anno fa e ora giunto a conclusione  con il meeting che ha accolto  a Carate Brianza, presso l’IIS”Leonardo da Vinci” per cinque giornate i partner europei ( studenti ed insegnanti dell’IIS ”Vaccarini” di Catania, del  Mediencollege di  Berlino, del  Colegiul National Mircea Batran di Costanza in Romania, della  Kurt-Tucholsky-Oberschule di Berlino).

 

La  partecipazione della  Fnism-Catania   prende forma su due fronti di grande impatto educativo e formativo nell’ambito del progetto Erasmus+ “Falsamente-Vero.

All’avvio dei lavori dell’Erasmus + , nella primavera del 2022, a Catania,  la Fnism ha dato il proprio contributo    coorganizzando e condividendo con l’IIS”Vaccarini”    il percorso di formazione-docenti che ha aperto le porte ai lavori e ai percorsi degli incontri successivi. 



 

Un  anno dopo, a conclusione del progetto a Carate  Brianza,  le cinque giornate Erasmus+  si espandono su due poli: da una parte la riflessione e il confronto sulle fake news, dall’altra il racconto cinematografico che denuncia inganni e   svela   sguardi nuovi su un mondo che cambia e nel quale la comunicazione onesta è necessaria e via di risalita. 





Anche in questo momento conclusivo del progetto Erasmus+ , la Fnism-Catania, sempre accanto all’IIS”Vaccarini”,  è presente.   

Da un lato, al centro delle giornate caratesi è , secondo la linea progettuale,  la restituzione   dei risultati dei lavori realizzati nel corso del progetto nei meeting precedenti : si parla di  fake news e racconti ingannevoli, di comunicazione onesta e  odio che corre sulla rete, tra fake storiche e nuove fake amplificate dalla comunicazione social.    

 

 Dall’altro, il  segno “speciale” che caratterizza quest’ ultima e conclusiva mobilità è la fusione tra  l’ Erasmus+ “Falsamente vero” ed il Festival Internazionale del cinema giovane, il  “Timeline film Festival”, quest’anno alla sua decima edizione.

Dentro il grande spazio cinematografico del Timeline,   l’IIS”Vaccarini partecipa anche  al concorso con il corto ”Corri Giulia”, che riceve, infine, il premio CIAS.   

Il corto fa parte di un percorso di formazione ed educazione alla parità che la scuola e la Fnism-Catania  condividono da un decennio attraverso laboratori di scrittura, di produzione cinematografica, di cooperazione con altre associazioni e scuole su territorio nazionale ed internazionale.

Proprio per queste ragioni, l’Erasmus+  “Falsamente vero” diventa uno spazio in cui esperienze significative e progettualità condivisa   si consolidano  e si aprono a nuove collaborazioni, espansioni, a  nuova progettualità europea.  Con l’impegno a continuare a lavorare insieme.

                                                                                                            

       

GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE



 

1)     "Il risveglio di Biancaneve" (tema: stereotipi)

    https://m.youtube.com/watch?v=LWi2i-UmS_I

Biancaneve è sempre nel suo bosco incantato, con il suo principe azzurro dal manto rosso. Si sveglia come sempre al bacio del principe innamorato, ma il risveglio è tutta storia nuova. Destrutturando stereotipi sessisti, apriamo nuove prospettive.

 




2) "Parole da dire per coltivare l'umanità contro il femminicidio"   (tema: violenza contro le donne e vie di uscita)

 https://m.youtube.com/watch?v=n_R1J9Inu3g

Un racconto a tante voci, nella forma di documentario-finzione, per denunciare la drammaticità del femminicidio e la sua natura subdola, attraverso tante parole, specchio di punti di vista diversi. Le parole raccolte, coinvolgendo tutta la comunità scolastica - leggendo, ascoltando, intervistando, discutendo- sono diventate un racconto dialogato che propone "PAROLE DA DIRE" e vie di uscita: bisogna lavorare sulla cultura patriarcale, bisogna lavorare insieme, donne e uomini, per un'altra idea di amore e di relazione.  




3Vie di parità (tema: invisibilità delle donne nella storia e nella costruzione della città)

 https://m.youtube.com/watch?v=i8J1B8iKbrI 

 

La cancellazione della memoria femminile è violenza. Le donne spariscono e  sono sottorappresentate anche nelle intitolazioni delle strade, dei giardini, dei luoghi pubblici. Anche questa battaglia per la memoria femminile è una battaglia di parità.




 

4) "Lezioni d'amore"  https://m.youtube.com/watch?v=Auy3Xj2WCUs (tema: violenza contro le donne e vie di uscita)

A quali parole può corrispondere la parola “Amore” : la prima è “ascolto”. E le  altre?




5)  Dì di no 
https://m.youtube.com/watch?v=lTjHAK6-2rQ (tema: violenza contro le donne e vie di uscita)

Storie di ragazze e ragazzi in un corto per "PARI AMORE", lo sportello di ascolto creato presso l'IIS"Vaccarini" di Catania per prevenire la violenza sulle donne. Una domanda: “Qual è il confine tra amore e abuso?” Quattro micro-situazioni di abuso “invisibile”, realmente denunciate allo sportello. Due voci di ragazze che osservano le dinamiche dell’amore da due prospettive diverse. Una sola risposta . L’unica possibile e giusta.






6) Senza Confini  
https://m.youtube.com/watch?v=UR_ffx_3iYg (tema: il valore delle differenze)
 

L’amore vive di rispetto, ascolto  e di riconoscimento del valore delle differenze.

 


7) DiVERSAMENTE 
https://www.youtube.com/watch?v=hUPsdquCfhE (tema: linguaggio e stereotipi di genere; lavoro)

Gli stereotipi linguistici e culturali ingabbiano, creano discriminazione e limitano la libertà; una bambina, con naturalezza, ci insegna a superarli e a vincerli: basta pensare e parlare “diversamente” e allora, da grande, una bimba sarà non pompiere ma “pompiera”: vengono affermati così il diritto alla differenza ed il valore di essere diversi e uguali. Nel video una bimba demolisce lo stereotipo linguistico che limita i suoi sogni di realizzazione, affermando il suo diritto alla parità.


 





8) Stop al femminicidio 
https://m.youtube.com/watch?v=tiaXhenapZ0 (tema: violenza contro le donne e vie di uscita)

Riconoscere i segni della violenza e  denunciarli  sono vie difficili ma necessarie da percorrere, per combattere la violenza sulle donne, per prevenirla, venirne fuori, per  aiutare altre donne ad uscirne





9)  "Love me to live"
https://www.youtube.com/watch?v=NVe8joD5fY4&t=449s (tema: violenza contro le donne e vie di uscita)

 Un corto contro il femminicidio, in memoria di Stefania Noce" Nell'ultimo anno , 123 donne sono state uccise da mariti\fidanzati\amanti, uomini gelosi e possessivi che dicevano di amarle "da morire" Il film racconta l'amore con parole nuove.



 

10) Lei non può parlare https://www.youtube.com/watch?v=zTMaGaO8Yzk (tema: violenza contro le donne e vie di uscita)

è l’indifferenza la grande nemica. L’invisibilità e la svalutazione della violenza sono il muro da superare. Lei non può parlare e tu?

 


 

11-“Capitana, mia capitana”. (tema: linguaggio e stereotipi di genere; lavoro

https://www.youtube.com/watch?v=ZEl-Kk0hOcI

Le parole disegnano il mondo e  ci fanno esistere. Le parole cambiano la nostra percezione delle cose e delle relazioni. Usiamo parole capaci di raccontarci come siamo, di descrivere le conquiste, di riconoscere valore e merito, contro ogni forma di discriminazione.

 


12. Ritratto di signora (tema: la violenza ed il racconto che se ne fa) https://www.youtube.com/watch?v=GC2Wkz3gpCg&list=PLpzI6Seb2H0AyaJpo6h0fDCyK_T3oNJl 

Un ritratto descritto diversamente, con sguardo distorto, incapace di vedere e capire. O no? Cosa ne dite? E’ questione da poco o è il vero grande problema?

 


 

13- -Insieme-  https://www.youtube.com/watch?v=_y46TEDZvak (tema: la cancellazione della memoria femminile nel racconto della storia)

Storie di donne senza Storia. La cancellazione della memoria è violenza. Quante donne sono raccontate sui libri di storia? In che modo sono raccontate?

 

 

 


 

 

 

14) - Punto su di te: Il lavoro delle donne https://www.youtube.com/watch?v=KymD3P0K8MQ

(tema: linguaggio e stereotipi di genere; lavoro)

 Solo una domanda “Perché si dà per scontato che le donne debbano guadagnare meno degli uomini?” La disparità di salario tra uomo e donna secondo la, media europea arriva a raggiungere punte del 30%, mentre 1 donna su 3 abbandona il lavoro dopo il primo figlio. Uno   spot per ricordare che si deve  dare al lavoro delle donne il suo giusto valore.




15) Punto su di te per superare i pregiudizi sulle donne- https://www.youtube.com/watch?v=n7PSjVZmAPY  (tema:stereotipi sessisti e linguaggio)

 Solo una domanda:  lo Spot è di Pubblicità-progresso  del 2014.  Cos’è cambiato da allora? 

 

 

 


 

 

“Un giardino delle Giuste e dei Giusti in ogni scuola” a Trino, 
per le Giuste ed i Giusti della Resistenza

 

L’Istituto Comprensivo di Trino ha preso parte al progetto "Un Giardino delle Giuste e dei Giusti in ogni scuola"  per due anni anni scolastici: da settembre 2019 a maggio 2021. 

Le interruzioni delle normali lezioni in presenza, causate dall’epidemia da Covid-19, hanno creato non pochi intoppi e disagi alla realizzazione del progetto per intero ma ad oggi, luglio 2021, se dovessimo fare un resoconto di questa esperienza, tutti noi, insegnanti ed alunni, ci sentiamo arricchiti non solo a livello culturale ma  anche e soprattutto a livello umano. 

Le classi interessate del nostro istituto sono l’attuale II B della Scuola Secondaria di Primo Grado di Trino e la Pluriclasse Unica della Scuola Primaria di Palazzolo, senza dimenticare il prezioso apporto, durante il primo anno di progetto, della Scuola dell’Infanzia di Palazzolo. 



Per quanto riguarda la Scuola Secondaria di Primo Grado il progetto è finalizzato a promuovere e a valorizzare la cultura della parità di genere, la cura della Terra e dell’Umanità attraverso la piantumazione di alberi e di diverse attività volte alla conoscenza di fatti storici avvenuti sul territorio tenendo in considerazione una forte  riconoscenza nei confronti delle Giuste e dei Giusti.

LA FASE 1 ha visto protagonisti i nostri alunni di ogni età (rappresentanza dell’infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado) tutti uniti per la realizzazione dello spazio di memoria con la piantumazione di 2 alberi (gentilmente regalati da famiglie trinesi) dedicati a Caterina Tavano, casalinga e poi donna al servizio della vestizione dei defunti, e Adolfo Tricerri, impresario e sergente nel 71° fanteria, arricchendo la nostra area verde.

Con la lettura di brani tratti dal libro “Non mostratevi dalla finestra. La storia della Catlinin che non volle voltarsi dall’altra parte” a cura di Pier Franco Irico, del Comune di Trino e  dell’associazione Anpi di Trino ( edito nel gennaio 2019), abbiamo voluto ricordare Caterina e Adolfo che, in un epoca in cui si era persa l’intelligenza per la dignità e la libertà della persona umana inveratasi nella persecuzione degli ebrei, seppero ospitare 4 ebrei durante 20 mesi dell’occupazione nazista, salvandoli dalla deportazione e, probabilmente, dalla morte.

L’obiettivo è stato quello di promuovere tra i giovani l’idea di condivisione, di impegno contro ogni forma di violenza e di coltivare il valore dell’albero, essere vivente che rinnova, rigenera e perpetua la vita. 

LA FASE 2 ha visto impegnati gli alunni nella realizzazione di un’opera artistico-creativa all’interno dei muri di recinzione della nostra scuola attraverso un murale. Non c’è stata solo una riqualificazione urbana ma anche un implicito messaggio ai nostri ragazzi. Ha reso l’ambiente più bello e colorato, un vero  impatto positivo sull’umore della comunità e sul clima che si respira a scuola.

 

La Pluriclasse della Primaria di Palazzolo ha svolto due diversi progetti, uno nell’A.S. 2019/2020 e uno nel 2020/2021.

 

Il primo ha visto dedicare due cerri a due figure di spicco della comunità Palazzolese: la staffetta partigiana Rosa Negro e il partigiano Silvio Bondesan. Partendo dalle loro fotografie è stata creata un’opera artistica raffigurante i loro ritratti in acrilico su legno. L’opera è stata realizzata dalla prof.ssa Clara Longo con la collaborazione degli alunni della Scuola Primaria e della Scuola dell’Infanzia di Palazzolo, i bambini della Scuola dell’Infanzia erano presenti anche durante la piantumazione degli alberi.

Abbiamo poi, sempre durante lo stesso anno scolastico, avuto l’onore di ospitare uno storico palazzolese, Piero Peretti, autore del libro “Ricordi di un tempo… Storia, Fede e Leggende di Palazzolo Vercellese” che ci ha raccontato la vita di Rosa e Silvio; avevamo organizzato un’uscita in paese durante la quale avremmo scoperto, insieme a Piero, luoghi e vie cari a queste due persone, ma purtroppo la chiusura della scuola e il lockdown ce l’hanno impedito. 


Nell’anno scolastico 2020/2021 abbiamo allargato i nostri orizzonti, non concentrandoci solo esclusivamente sul piccolo centro palazzolese bensì sulla nostra regione, il Piemonte. 

La scelta non è stata facile ma poi è caduta su Margherita Combetto Ferraris e su Silvano Andorlini a cui sono stati dedicati un acero campestre ed un ciliegio selvatico.

In aggiunta a ciò abbiamo ospitato lo studioso di Storia Locale Bruno Ferrarotti che ha risposto a tutte le domande sottoposte dagli alunni che le hanno ideate e scritte in totale autonomia.  

Da questo botta e risposta è nato un opuscolo dal titolo “Le bambine ed i bambini imparano e raccontano la Resistenza”, che ci ha reso più consapevoli di un periodo storico così importante e di cui non si parla mai abbastanza.

Il riscontro sugli alunni è stato più che positivo, hanno dimostrato tanta curiosità e tanta voglia di conoscere. 



 Per il nostro Istituto Comprensivo è e sarà sempre un piacere partecipare a progetti di tale levatura.

 La dirigente Angela Alessandra Milella e le insegnanti Priscilla Ferrarotti e Claudia Pellegatti

 

III Giornata di studio e formazione: 6 maggio 2021 -"Sguardi diversi per una nuova educazione civica"

 


1-Sara Sesti "Troppo belle per il Nobel"

Per seguire il racconto delle scienziate a cura di Sara Sesti collegarsi a https://www.facebook.com/sara.sesti13


2 -Alfio Lanaia "Alle radici del parlar di donne: tra dialetto e cultura popolare". 

articolo 1 di Alfio lanaia:'Le parole che non si dicono'. Alfio Lanaia, con la sua alta competenza di linguista e con l' ironia lieve che contraddistingue il suo stile, rende chiaro quello che nella profondità della nostra storia resta oscuro ma si è depositato nella cultura, nella lingua, nel pregiudizio.

"Quali le cause che hanno innescato l’interdizione linguistica? Nel caso delle mestruazioni ha giocato un ruolo di primo piano la volontà della società patriarcale di mantenere le donne in un perpetuo stato di soggezione e di inferiorità."
"Le parole che non si dicono.
L’interdizione linguistica è un fenomeno che designa il divieto di pronunciare alcune parole legate a determinate sfere semantiche, come quella magico-religiosa, sociale, delle malattie e della morte, delle funzioni fisiologiche e corporali, della sessualità … All’interno delle funzioni fisiologiche e corporali si collocano certamente le mestruazioni, la manifestazione più evidente del ciclo mestruale, che nelle lingue del mondo non sono chiamate col loro nome ma ricorrendo a nomi sostitutivi, i cosiddetti nomi nòa o tabuismi (eufemismi, disfemismi, nomi generici ecc.). Le strategie linguistiche a cui si ricorre per sostituire i nomi colpiti da tabù sono diverse. Vediamone qualcuna a proposito dei nomi siciliani delle mestruazioni.
Il nome ‘vero’ può essere sostituito da uno generico: a) "ddi cosi" cioè ‘quelle cose’; b) "i soliti", cioè ‘le solite (cose)’; c) "i storii" ‘le storie’.
La maggior parte degli eufemismi è costituita da nomi che indicano la periodicità e/o la regolarità del flusso mestruale: a) non più usato è "u catamenu", dal gr. katamēnios ‘(il flusso) mensile’; b) "u misi" ‘il mese’; c) "a misata" ‘la mesata’; d) "i cunti " ‘i conti’; e) "i rricurrenzi" ‘le ricorrenze’; f) "i rrèuli" (con molte varianti) ‘le regole’.
Interessante è il ricorso a ‘tecnicismi’ come "i purghi" e "i purgazzioni" ‘le purghe’.
Alcune perifrasi ed espressioni descrivono il senso di imbarazzo e fastidio provocato dalle mestruazioni, come a) "èssiri mmarazzata" lett. ‘essere imbarazzata’; b) "aviri li so ncòmmadi" avere i propri incomodi’; e c) "ncummudata" si dice ‘di donna mestruata’.
Altre denominazioni alludono più o meno direttamente al sangue del ciclo mestruale: a) "èssiri tempu di murigghja" lett. ‘essere tempo di more’; b) le voci gergali "pumadoru" e "sarsa di pumadoru".
E ancora vi sono denominazioni più o meno (auto)ironiche che fanno riferimento a) a una "vìsita", il cui ospite atteso può essere b) "u furastiri" ‘il forestiero’, c) "u marchisi" ‘il marchese’ (den. diffusa in tutta Italia), d) "u patrun’i casa" ‘il padrone di casa’, e) l'amici, cioè gli 'ospiti', come mi suggerisce Valentina Sineri. Poiché, infine, si dice che alle prime mestruazioni le bambine diventano ‘signorine’, un altro loro nome è "i signurini".
Quali sono dunque le motivazioni culturali nel nostro caso che hanno innescato l’interdizione linguistica e le numerose manifestazioni per aggirarla? Nel caso delle mestruazioni ha giocato un ruolo di primo piano la volontà della società patriarcale di mantenere le donne in un perpetuo stato di soggezione e di inferiorità. A solo titolo di esempio si possono citare le credenze degli antichi greci, secondo i quali il sangue mestruale era altamente tossico. I vapori velenosi che secondo loro circolavano nel cervello e nel cuore potevano far impazzire la malcapitata. A volte la donna poteva diventare immune al veleno, infettando però coloro che le stavano attorno. Secondo Plinio il Vecchio, la donna mestruata era in grado di far morire le piante, di far arrugginire i metalli e rendere i cani rabbiosi solo toccandoli. Tutte queste credenze si sono perpetuate, si può dire, fino a pochi anni fa. Ne fa fede, ad esempio, l’agg. "ncammaratu" ‘avvelenato’, ‘reso velenoso’ che al femm. "ncammarata" è riferito a una donna mestruata. Esso deriva dal participio di "ncammarari" ‘diventare/rendere sterile, della cavalla che si accoppia col mulo’, da "càmmaru" ‘cibo grasso, vietato nei giorni di astinenza’."


II Giornata di formazione -18 marzo 2021 - Materiale di studio


1) "UN ALTRO GENERE DI RETE" di Daniele Zito

Bibliografia di riferimento: 

--Appunti di femmnismo digitale (saggio in italiano)

https://www.almagulp.it/wp-content/uploads/2018/10/saggioStudentiEDITING.pdf

 

--FEMMINISMO DIGITALE: algoritmi e bias di genere a partire dalla scoperta di Henrietta Swan Leavitt

https://compassunibo.wordpress.com/2020/04/23/femminismo-digitale-algoritmi-e-bias-di-genere-a-partire-dalla-scoperta-di-henrietta-leavitt/

 

--Podcast sul femminismo digitale

https://tech4future.info/data-science-femminismo/

 

--AI e gender bias in italiano

https://www.ong2zero.org/blog/perche-lintelligenza-artificiale-e-inconsapevolmente-sessista/

 

--Importanza dell'alfabetizzazione digitale

https://www.leurispes.it/algoritmi-discriminatori-limportanza-dellalfabetizzazione-digitale/

 

--Report sulla discriminazione di genere in ingresso nella ricerca di lavoro (in inglese)

https://ant.isi.edu/datasets/addelivery

 

--Gender Bias in Technology: How Far Have We Come and What Comes Next?

https://www.cigionline.org/articles/gender-bias-technology-how-far-have-we-come-and-what-comes-next

 

--Gender Bias e rischi per la salute (articoli in inglese)

https://academic.oup.com/jpubhealth/article/40/suppl_2/ii6/5126968?login=true

https://pubsonline.informs.org/doi/pdf/10.1287/mnsc.2018.3093

 

--Gender bias nell'interazione uomo macchina

https://link.springer.com/chapter/10.1007/978-3-030-39540-7_6

--Gender bias multidimensionale

https://arxiv.org/pdf/2005.00614.pdf

 



2) "EDUCARE ALLA PARITA' PARLANDO DI BENI CULTURALI"  di Maria Antonietta Spadaro

Le donne sono state relegate a ruoli secondari, pertanto pochissime sono riuscite a emergere in attività culturali. Dal sec. XX si sono riscoperte grandi personalità artistiche dimenticate. Vedremo così donne che hanno lasciato segni significativi e ciò va evidenziato nei percorsi didattici scolastici.


Educare alla parità parlando di Beni culturali from MariaPiaDellErba



3) “La parità di genere attraverso i percorsi della scuola media”   di Gloria Calì

Costruire consapevolezza di parità attraverso un approccio multidisciplinare e competenze crosscurriculari nella didattica curriculare: è questa la scommessa!

 Appunti per intervento.

       Che cosa dicono le normative (Indicazioni Nazionali e l. 92 e.c.): limiti e superamento.

I.N.

Per una nuova cittadinanza

Non basta riconoscere e conservare le diversità preesistenti, nella loro pura e semplice autonomia. Bisogna, invece, sostenere attivamente la loro interazione e la loro integrazione attraverso la conoscenza della nostra e delle altre culture, in un confronto che non eluda questioni quali le convinzioni religiose, i ruoli familiari, le differenze di genere”

Storia

L’insegnamento e l’apprendimento della storia contribuiscono all’educazione al patrimonio culturale e alla cittadinanza attiva. [...] l’educazione al patrimonio culturale fornisce un contributo fondamentale alla cittadinanza attiva. In particolare, gli insegnanti metteranno in evidenza i rapporti tra istituzioni e società, le differenze di genere e di generazioni, le forme statuali, le istituzioni democratiche.


Nell’azione educativa bisognerà considerare la persona nella sua peculiarità e specificità, anche di genere.

Commento: il genere, come struttura delle relazioni e delle intenzioni, è insieme ad altri elementi di un orizzonte di conoscenze e di consapevolezze che puntano all’acquisizione di atteggiamenti di cittadinanza attiva. Parlo di consepevolezze, non di valori, perchè i valori non si possono (non si devono) insegnare; ciò che le Indicazioni ci mostrano è uno sviluppo di consapevolezza attraverso le discipline, che per quella consapovolezza offrono gli elementi.

 

 L.92/2020

costruzione di ambienti di vita, di città, la scelta di modi di vivere inclusivi e rispettosi dei diritti fondamentali delle persone, primi fra tutti la salute, il


benessere psicofisico, la sicurezza alimentare, l’uguaglianza tra soggetti, il lavoro dignitoso, un’istruzione di qualità, la tutela dei patrimoni materiali e immateriali delle comunità.

La legge sull’educazione civica dichiara un riferimento essenziale alla Costituzione, ma ha limiti sostanziali e sfumature di significatività solo sporadiche; perciò non considera urgente che la scuola cambi passo sulla parità di genere; come tutte le altre disuguaglianze è considerata un ostacolo da rimuovere. Non superare: rimuovere.

 

Dentro queste cornici, la scuola in genere attua percorsi didattici che non

Sono autenticamente significativi perchè sono legati alle “giornate”, alle “celebrazioni”… fino a qualche anno fa, c’era solo l’8 Marzo. Adesso anche il 25 Novembre. Episodi che si richiudono senza lasciare tracce nella coscienza di alunne e alunni.

 

Raffaella Palladino, nei volumi “A scuola di cittadinanza” (2020. a cura di

M. Ambel) scrive:

 

“La scuola media è il triennio in cui si definiscono le strutture fondamentali della persona attraverso un sistema di relazioni: il rapporto con la conoscenza, il rapporto con la complessità del paesaggio di vita, il rapporto con coetanei e adulti: è un’occasione che non va sprecata per l’acquisizione di uno sguardo limpido sulle differenze di genere, che consenta uno sviluppo libero della persona, libero dalla costrizione degli stereotipi. Perciò singole iniziative scolastiche hanno senso solo se sono immerse in un ambiente didattico costruito interamente per la costruzione di consapevolezza, condizione che deve riguardare anzitutto l’insegnante e che passa non da prediche, ma da pratiche, cioè dalle scelte didattiche, oltre che da quelle contenutistiche.”

 

     decostruire stereotipi, rischi:

     esperienze extrascolastiche negative degli alunni, dell’ambito privato

     spostare il fulcro dell’insegnamento/apprendimento in un terreno eccessivamente lontano dalle discipline, che


costituiscono i linguaggi irrinunciabili per la costruzione della cittadinanza intenzionale di alunni e alunne.

 

     Didattiche attive, partecipative, che consentono alle classi di confrontarsi con contenuti e processi cognitivi in modo da esserne costruttori, non semplicemente recettori.

     Responsabilità individuale “in pratica”, non insegnamento trasmissivo

 

L’approccio multidisciplinare (i dati). Le competenze disciplinari:

     Geografia ( la dimensione dell’approccio interculturale, della “geografia dei diritti”. La didattica del confronto attivo: attraverso la conoscenza di contesti culturali diversi, si prende coscienza delle scelte,consapevoli e inconsapevoli, dello stile di vita nel luogo in cui si cresce.

)

     Storia (le figure di rilievo: le grandi donne che fanno da esempio/ e i personaggi del quotidiano)

 

     Qualche esempio di attività didattica ordinaria (a.s. 2017/18 per 25 Novembre; a.s. 2019/2020 “Scienziate oltre il tempo”).

M. Gloria Calì